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NEWSLETTER 03/08
Giugno - Luglio 2008
Gentile visitatore,
la newsletter di Hoteldifascino.it di Giugno e Luglio 2008 a cura di Cristina Bovati, è dedicata a Bagheria, Renato Guttuso e Villa Palagonia.
Buona lettura !!!
BAGHERIA
Bagheria, il più grande comune della provincia di Palermo con 55.283 abitanti, sorge tra l'entroterra segnato dal monte Catalfano e la costa tirrenica.
Le abitazioni considerate "nobili" si svilupparono a partire dal 1658, quando il principe Giuseppe Branciforte fece costruire Villa Bufera; in seguito furono erette Villa Palagonia nel 1715 e Villa Valguarnera nel 1721, su progetto di Tommaso Maria Napoli, edifici di particolare importanza e pregio.
Nativo di Bagheria è il pittore Renato Guttuso che, con un'importante donazione di opere, ha consentito la costituzione della Galleria comunale d'Arte moderna e contemporanea, ubicata in villa Cattolica, luogo dove l'artista è sepolto.
Veduta di Bagheria
RENATO GUTTUSO
Renato Guttuso nasce nel 1911 a Bagheria. Già dal primo ritratto, addirittura risalente al 1925 si evince il genio precoce dell'artista. L'adolescenza borghese sarà fitta di stimoli per il futuro pittore.
Il giovane Guttuso abita in una casa vicino alle ville Valguarnera e Palagonia, di cui ritrarrà particolari in quadri successivi. Tra le gite al mare e i primi amori vive tutta la crisi siciliana del dopoguerra in cui comincia a delinearsi lo scempio architettonico e sociale.
Renato Guttuso e Pablo Picasso
Mentre la famiglia viene segnata da ristrettezze economiche a causa dell'ostilità di clericali e fascisti nei confronti del padre di Renato, Guttuso sente sempre più forte l'inclinazione alla pittura e decide di trasferirsi a Palermo per gli studi liceali e universitari, mentre la sua formazione si modella sulle correnti figurative europee, da Courbet a Van Gogh a Picasso. A Palermo apre uno studio in Corso Pisani e con la pittrice Lia Pasqualino e gli scultori Barbera e Nino Franchina forma il "Gruppo dei Quattro".
Trasferitosi a Roma apre uno studio in Via Margotta. Per l'esuberanza di vita, l'amico Mazzacurati lo soprannomina scherzosamente "Sfrenato Guttuso"; nella capitale il pittore frequenta la cerchia degli artisti più significativi del tempo: Mario Mafai, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, Giacomo Manzù, Aligi Sassu.
L'artista non cesserà mai di lavorare in anni difficili come quelli della guerra ed alterna, specie nelle nature morte, gli oggetti delle case umili della sua terra a squarci di paesaggio del Golfo di Palermo; realizza anche una collezione di disegni intitolata "Massacri", che circolarono clandestinamente poiché ritraevano le repressioni naziste.
Nel tempo la figura femminile diventa dominante nella pittura come lo fu nella vita privata, e fra i dipinti più grandi per mistura si ricorda "Donne stanze paesaggi oggetti" del 1967, oggi esposto alla galleria comunale di Bagheria, così come è importante la serie di dipinti in cui ritrae Marta Marzotto, musa ispiratrice e modella prediletta per lunghi anni.
Guttuso si spense malinconicamente nel 1987 in isolamento dopo la morte della moglie. Il pittore ha donato alla città natale molte opere che sono raccolte oggi nel museo di Villa Cattolica a Bagheria.
Le opere del pittore possono essere viste sul sito internet dell'Associazione Archivi Guttuso, nata per promuovere la conoscenza dell'opera di Guttuso e la sua catalogazione.
Il museo di Villa Cattolica
VILLA PALAGONIA
Villa Palagonia a Bagheria è una meravigliosa ed eccentrica villa; nel Settecento era meta di illustri viaggiatori che la consideravano come il luogo "più originale che esiste al mondo e famoso in tutta Europa".
Nel 1715 per volere di Don Ferdinando Gravina e Crujllas V, principe di Palagonia, il frate domenicano Tommaso Maria Napoli, architetto coadiutore del Senato di Palermo con la qualifica di "ingegnere militare", ebbe l'incarico di realizzare villa Palagonia e come architetto collaboratore venne scelto Agatino Dandone, già famoso in tutta l'isola.
Villa Palagonia
Decorazioni esterne
Nel 1737, con la successione di Ignazio Sebastiano Gravina, erede del padre Francesco Ferdinando Gravina, iniziarono i lavori per la realizzazione dei corpi bassi che circondano la villa e a lui si devono i lavori di completamento dell'intero complesso monumentale con le decorazioni e gli arredi interni ed esterni che hanno fatto conoscere nel mondo la residenza di Bagheria con l'appellativo di "Villa dei Mostri", dovuta alla particolare decorazione dei muri esterni dei corpi bassi, formata da statue in "pietra tufacea d'Aspra", raffiguranti animali fantastici, figure antropomorfe, statue di dame e cavalieri, musicisti e caricature varie.
La villa possiede uno straordinario disegno d'unità, con tutti gli elementi che si sviluppano e agiscono rispetto al viale che e' il suo centro. Lo scalone a doppia rampa è stato realizzato in pietra calcarea, sotto il fastoso principesco stemma della famiglia Gravina, particolare ed unico. Al piano nobile, si accede da un vestibolo ellittico fatto affrescare, con scene raffiguranti le fatiche di Ercole, in omaggio al nuovo gusto di fine settecento, da Salvatore Gravina, successore del fratellastro Francesco Ferdinando II. Alla sua destra la "Galleria o Sala degli specchi", con il soffitto interamente ricoperto da specchi e le pareti adornate da finissimi marmi, vetri colorati e altorilievi marmorei; da questo ampio salone si accede alla sala della cappella e, di fronte ad essa, attraversando la "Sala degli specchi" si giunge nella sala del biliardo. Dalla sala ovale d'ingresso si giunge anche negli appartamenti privati della villa, oggi non visitabili.
Sala degli Specchi
Nel 1885 la villa fu acquistata dalla famiglia Castronovo che ancora oggi, grazie ai suoi eredi, rende possibile la visita ad uno dei più straordinari monumenti della civiltà barocca europea, creato nella terra di Sicilia.